Da un lato la crescita dell’informazione on line, dall’altro gli editori che investono ancora sulla carta stampata, a dimostrazione che la fiducia sui giornali stampati regge ancora non solo negli Usa, ma anche in Italia. Emerge da un interessante articolo pubblicato il 13 marzo sul Sole 24 Ore a firma di Giulia Crivelli.
La presidenza nazionale dell’AIART ha organizzato, d’intesa con l’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della CEI e l’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, con il patrocinio della Regione Abruzzo e della Fondazione TERCAS, un corso di formazione sul tema “Media, scuola e famiglia. Emergenze educative”. Il Corso si terrà a Teramo dal 18 al 20 Aprile 2008 presso l’Hotel Sporting (Via Alcide De Gasperi, 41). Ulteriori informazioni sono disponibili su www.aiart.org.
“La tv è tra le responsabili del degrado della scuola italiana e questo tema è assente dai programmi dei partiti”. E’ quanto affermato da Luca Borgomeo, Presidente dell’associazione di telespettatori di matrice cattolica Aiart, intervenendo a Roma ad un convegno organizzato dalla Fondazione Movimento Bambino.
Il Pontificio Consiglio per la cultura intende puntare su “l’editoria, la radio e la comunicazione on line”, anche attraverso “una sorta di blog, cioè una possibilità concreta d’interfacciarsi, di confrontarsi, accogliendo le provocazioni e le istanze più significative che emergono dalla gente”. Sono tre gli ambiti d’impegno tracciati da monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, in un’intervista che ha concesso a “L’Osservatore Romano”.
Il cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Cei, in apertura del Consiglio Episcopale Permanente nella prolusione ha citato il messaggio del Papa per la Giornata delle Comunicazioni sociali 2008. “Benedetto XVI – ha detto il cardinale – ha posto con grande acutezza una serie di interrogativi che il sistema mediatico-culturale dovrebbe non aver fretta di scrollarsi di dosso.
“E’ giusto e necessario documentare situazioni di disagio sociale e povertà, ma questo non deve far dimenticare ai media che la dignità della persona deve essere sempre e comunque tutelata”. L’Autorità Garante per la privacy invita le televisioni e i giornali “ad adottare tutte le cautele possibili affinché, nei servizi giornalistici dedicati al tema del disagio sociale e della povertà, non vengano rese riconoscibili le persone oggetto dei servizi, a meno che non vi sia un loro esplicito consenso”.
“Lo sguardo quotidiano. I cattolici, l’informazione, la realtà” è il titolo del prossimo convegno dei direttori e dei collaboratori degli Uffici diocesani per le comunicazioni sociali. Si terrà dall’8 al 10 maggio 2008 a Milano e le iscrizioni avverranno on line direttamente dal sito dell’Ucs. Si aprirà con la relazione del cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Cei, sulla “nuova stagione del progetto culturale e i media cattolici al servizio della coscienza credente”.
Il Pontificio Consiglio per la cultura intende puntare su “l’editoria, la radio e la comunicazione on line”, anche attraverso “una sorta di blog, cioè una possibilità concreta d’interfacciarsi, di confrontarsi, accogliendo le provocazioni e le istanze più significative che emergono dalla gente”.
Tra i temi più discussi nel mondo dell’informazione c’è sicuramente quello riguardante il rapporto tra giornali cartacei e on line. Da un lato la notizia circolata qualche mese sul New York Times pronto tra cinque anni a fare a meno della versione cartacea, dall’altra i sostenitori della tesi l’avvento di internet non fermerà la pubblicazione stampata dei quotidiani.
“La Chiesa ha sempre proclamato la dottrina delle anime individuali e della salvezza privata, che presuppone alla base l’identità personale e la responsabilità individuale. Ma ultimamente il mondo occidentale ha preso una direzione diversa, dovuta interamente agli effetti dei nuovi media”. E’ l’analisi fatta da Eric McLuhan, dell’Università di Toronto, che intervenendo al Convegno su “Europa e Americhe insieme, verso uno sviluppo integrale e solidale” si è soffermato sulla “nuova cultura” dei media, in cui “l’identità individuale non può più essere data per scontata, nel mondo iper-partecipato di Internet e delle tecnologie interattive”.