Venti anni: è questa l'età del Sir, il Servizio informazione religiosa, nato, appunto, il 13 gennaio 1989. Un percorso, tutto sommato breve, dentro l'esperienza assai più antica dei settimanali cattolici locali e in quella della loro Federazione, la Fisc, che li riunisce da oltre quaranta anni.
“Su Facebook c’è anche una pagina falsa a mio nome, e l’ho scoperto soltanto grazie alla segnalazione di alcuni colleghi, che se ne sono accorti…”. Comincia con quella che potrebbe sembrare una battuta, e invece è realtà, la riflessione di Francesco Casetti, direttore del Dipartimento di Scienze della comunicazione e dello spettacolo dell’Università Cattolica, su Facebook, il social network più diffuso al mondo, con circa 4 milioni di iscritti.
Prove tecniche per un lavoro in rete. Questo l’obiettivo dell’incontro delle realtà comunicative dell’Emilia Romagna con don Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per le comunicazioni sociali, che conclude oggi un’articolata visita conoscitiva nel «villaggio dei media» della Regione. Incontrando all’Istituto «Veritatis Splendor» i direttori degli uffici diocesani e delle testate giornalistiche ( una presenza vivacissima nel campo dei settimanali cattolici ma anche della radio e della televisione) don Pompili ha tracciato l’identikit della comunicazione che, ha detto, « deve essere caratterizzata dalla familiarità e dall’incontro e fondata sulla verità».
“Insieme a grandi potenzialità, la tv può avere ricadute negative nei confronti del pubblico e in particolare dei minori”. Lo dichiara oggi al Sir Franco Mugerli, giornalista e presidente del Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione), nominato presidente del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori.
E’ Bernardo Cervellera, direttore di «AsiaNews», il vincitore del Premio giornalistico «Giuliano Ragno» 2008. Il premio, istituito nel 1999 su iniziativa di «Avvenire» e dei familiari dello scomparso vicedirettore Giuliano Ragno, viene attribuito ogni anno ad un giornalista che si sia distinto per uno o più articoli dedicati alle vicende internazionali.
“Milioni di persone sono state contagiate da Facebook, ma stiamo attenti ad alcuni aspetti….”. Così un lettore di Avvenire apre una lettera inviata al direttore del quotidiano dei cattolici e pubblicata dal giornale milanese il 7 gennaio 2009.
“La televisione tradizionale generalista può dirsi ancora una solida realtà in Italia, dove è seguita abitualmente (frequenza settimanale di almeno tre volte) dall’85,6% dei cittadini, e in Francia, dove l’utenza si attesta al 91% (in Gran Bretagna scende al 79,3% e in Germania al 49,7%)” Emerge dall’ultimo Rapporto Censis 2008 (www.censis.it) nel capitolo riguardante la Comunicazione e i media.
“Questione antropologica e nuove tecnologie” è il titolo della relazione che il professore Giuseppe Mazza, docente di Teologia fondamentale e comunicazioni sociali della Pontificia università gregoriana, terrà al prossimo convegno “Chiesa in rete 2.0” promosso dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e dal Servizio informatico della CEI il 19 e 20 gennaio prossimo.
Nell’era del Web 2.0 cambia il rapporto utente-internet, persona-personal computer. Non pochi si chiedono quale sia la caratteristica più importante di questo cambiamento rispetto a quindici anni fa, cioè quando Internet ha avuto il suo momento di diffusione popolare?
Rivolgendosi al Papa con un indirizzo di omaggio, in occasione dell’udienza concessa al Centro Televisivo Vaticano per il 25° di fondazione, il direttore generale p. Federico Lombardi ha voluto particolarmente ricordare Emilio Rossi, morto all’inizio di questo mese, definendolo “Per anni Presidente e vera guida del Centro Televisivo Vaticano”.