Nell'Aula del Sinodo, in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI, ha incontrato il 28 maggio 2009 i membri dell'Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. L'udienza si è aperta con l'indirizzo di saluto di S.Em.za Card. Angelo Bagnasco, Arcviescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
La 59ª Assemblea Generale della CEI si è aperta nel pomeriggio del 25 maggio 2009 a Roma, nell’Aula del Sinodo dei Vescovi (Città del Vaticano) con la prolusione di S.Em.za Card. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI alle ore 17.00.
In coincidenza con la XLIII Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali (24 maggio 2009) , abbiamo pensato ad un rinnovo del sito, avviato poco più di un anno e mezzo fa (24 gennaio 2008). Tra le novità che attirano l’attenzione c’è l’area Media Center all’interno della quale sarà possibile visualizzare quotidianamente video e fotografie sui principali eventi della Chiesa italiana grazie anche al contributo dell’emittente Sat 2000 (www.sat2000.it). Inoltre sarà possibile accedere alla diretta, ma anche alle rubriche radiofoniche tramite Podcast dell’emittente Radio InBlu (www.radioinblu.it).
“Nuove tecnologie, nuove relazioni”, è il tema della Giornata. Un binomio che il Papa, nel messaggio, sviluppa parlando delle luci e delle ombre del web… “Il messaggio estende questa riflessione ai nuovi sviluppi della Rete: all'Internet partecipato, al cosiddetto Web 2.0. Si tratta di quegli usi della Rete in cui i contenuti vengono non solo condivisi, ma in molti casi costruiti dai loro fruitori.
Alla fine dell'udienza generale di mercoledì 20 maggio tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha richiamato l'attenzione sulla Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si svolgerà domenica 24 maggio. Il Santo Padre ha ricordato che nel messaggio di questo anno “tutti coloro che utilizzano le nuove tecnologie, specialmente i giovani, sono invitati a farne un uso sicuro e a rendersi conto del grande potere che esse hanno di stringere rapporti di amicizia e solidarietà e contribuire a un mondo migliore”.
Se una volta il cinema parrocchiale era considerato il premio per i ragazzi che frequentavano il catechismo ed erano andati a Messa la domenica, oggi le « sale della comunità » sono chiamate a svolgere un ruolo diverso. « Mentre prima erano successive alla celebrazione, ora invece si pongono come propedeutiche al tempio e punto di riferimento ed interesse anche per i lontani » , ha detto il segretario generale della Cei, il vescovo Mariano Crociata, intervenendo alla sessione inaugurale del VI Congresso dell’Associazione cattolica esercenti cinema ( Acec), promosso a Roma in occasione del 60° anniversario di fondazione.
Le 'Giornate mondiali' hanno un punto di forza: 'costringono' le comunità a concentrare la propria attenzione su un singolo problema o una singola opportunità, 'obbligandole' all’approfondimento. Ma possono avere anche una debolezza: sono molte, inducono all’assuefazione. La Giornata mondiale delle comunicazioni sociali numero 43, domenica prossima, non può scivolare senza lasciare traccia perché la posta in gioco è troppo alta: per la cultura, per l’educazione, per la pastorale, per la vita di tutti i giorni.
“Le ‘Sale della Comunità’ si propongono come luoghi di incontro e di dialogo, come spazi di cultura e di impegno, anche su temi particolarmente delicati. Chi frequenta le nostre sale, non cerca film banali ma storie che sollecitano riflessioni”: lo ha dichiarato il presidente dell’Acec(Associazione cattolica esercenti cinema), mons. Roberto Busti, vescovo di Mantova, annunciando il VI congresso nazionale sul tema “L’Acec e la Sala della Comunità.
In occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, i Paolini e le Paoline organizzano, da oggi al 24 maggio, una “Settimana della comunicazione”, nella quale trovano spazio convegni, spettacoli, cineforum, visite guidate in libreria, concorsi per le scuole. Tra le diverse attività, spicca il Festival della comunicazione, realizzato ogni anno in una diocesi diversa.
Una campagna di comunicazione “diretta e provocatoria”, rispettosa della sua missione e capace di parlare “con estrema franchezza dei problemi legati alla dilagante ‘irresponsabilità’ della comunicazione massmediatica e non, per affrontare con fermezza l’emergenza socio-educativa che la nostra società sta vivendo e che la Chiesa puntualmente ribadisce”.